Morto il re dei bracconieri, mangiato dai coccodrilli – FOTO(SONO CONTENTO LASCIATE IN PACE GLI ANIMALI)

Si torna a parlare di bracconaggio nello Zimbabwe, dopo la vicenda del leone Cecil: è infatti morto Scott van Zyl, un cacciatore di frodo molto noto, perché protagonista anche di contestatissimi tour turistici in cui accompagnava le persone tra parchi e riserve, dove poi si faceva immortalare con le proprie prede appena uccise. Nei giorni scorsi, invece, qualcosa è andato storto e il suo zainetto è stato ritrovato sulla riva del fiume Limpopo in Zimbabwe. In base a quanto si apprende, Scott van Zyl è stato sbranato dai coccodrilli del Nilo, tra i predatori più pericolosi, rinomati per le loro mascelle. A consentirne l’identificazione soltanto il rinvenimento di alcuni resti tra le fauci di due animali e il confronto con il suo Dna.*

Il più noto dei bracconieri era sparito tra i cespugli, mentre a fine giornata erano tornati a casa solo i suoi cani, così erano scattate le ricerche delle squadre di soccorso, impegnate con elicotteri e una squadra di subacquei. Poi il ritrovamento del fucile e di altri oggetti personali all’interno del camioncino, quindi quello del suo zainetto. Il sito web SS Pro Safaris , di proprietà del Scott Van Zyl, ha spiegato che la società da lui creata “ha condotto numerosi safari in tutta l’Africa meridionale”, con professionalità e affidabilità, ma le tragedie che vedono i coccodrilli come predatori sono in aumento: molto scalpore fece la morte di un ragazzo di 13 anni, ucciso mentre pescava per pagare le sue tasse scolastiche e solo il mese scorso quattro sono state le vittime.

Dall’altra parte poi ci sono i numeri de bracconaggio, che parlano di tre rinoceronti uccisi ogni giorni, mille nel 2016, solo in Sudafrica. Un dato in calo ma comunque preoccupante, spiega l’organizzazione Traffic, che monitora i traffici illegali di piante e animali nel mondo, evidenziando: “Anche se aspettiamo ancora i dati ufficiali sul bracconaggio da altri Stati che ospitano popolazioni di rinoceronti, dati non ufficiali indicano un calo anche altrove, in particolare in Namibia dove si è passati da 94 uccisioni nel 2015 a circa 60 nel 2016”. Ha denunciato il WWf che la popolazione di rinoceronti resta “pericolosamente vicina a un punto di non ritorno”. Se il numero dei rinoceronti uccisi è in calo, spiega ancora il Wwf, “si deve soprattutto agli sforzi di conservazione nel Parco nazionale Kruger, una delle maggiori riserve animali africane e dimora della maggior popolazione al mondo di rinoceronte bianco”.

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FONTE:DIRETTANEW

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