Respinto il ricorso dei genitori-nonni. “Viola adesso ha un’altra famiglia”


I coniugi di Alessandria continueranno a non vedere la loro bimba di 7 anni

Luigi Deambrosis e Gabriella Carsano oggi hanno 75 e 63 anni: hanno avuto Viola 7 anni fa

Viola non tornerà nella sua famiglia naturale, i suoi genitori, Luigi e Gabriella Deambrosis, colpevoli di averla avuta troppo tardi (lei 56 anni, lui 68), non potranno più vedere la loro figlia di 7 anni. Così ha deciso la Corte di appello per i minorenni di Torino. Una storia senza lieto fine, comunque la si guardi, comunque la si pensi. Una storia che pone tante domande, a iniziare da quel confine tra libero convincimento dei giudici e libero arbitrio visto che la Corte di Cassazione, dopo un ricorso in quarto grado (rarissimo), solo a giugno scorso aveva ricordato l’articolo 1 della legge 4 maggio 1983, numero 184: «Il minore ha diritto di vivere e crescere nella propria famiglia di origine». E che solo se i genitori sono particolarmente indegni (come anche da indirizzo della Corte europea dei diritti dell’uomo), si può revocare la patria potestà. Per questo, e perché nel frattempo i coniugi Deambrosis erano stati assolti dal reato di abbandono di minore (per avere lasciato la neonata per una pochi minuti in auto, nel cortile della loro casa), la Cassazione decise che ci doveva essere un nuovo processo.*

L’avvocato dei “genitori-nonni”: sicuri sia la soluzione giusta per la bimba?

Certo è che la decisione presa dalla Corte di appello di Torino va in senso opposto a quella che la stessa corte prese molti anni fa, nel 1989, per Serena Cruz, la bambina filippina tolta alla famiglia adottiva dopo che si scoprì che il padre aveva detto il falso. Allora i giudici ritennero che il bene della bambina fosse toglierla dalla sua vita, dagli affetti tra cui era cresciuta, esattamente il contrario di quanto dicono i giudici oggi. Nella motivazione scrissero: «Nessuno vuol negare che la perdita delle figure di riferimento sia stata uno strappo, specialmente in una bambina che aveva già alle spalle un’esperienza negativa. Ma è uno strappo che, con ogni probabilità (stando alle rilevazioni psicologiche), potrà essere rapidamente riassorbito, se la bimba potrà vivere indisturbata (come ha diritto) la sua nuova esperienza». Allora come oggi l’Italia si divise, ma il destino di Serena era segnato e oggi dopo molti anni possiamo dire che non è certo stato felice. Viola vive senza saperlo un dramma simile e a un certo punto della sua vita qualcuno gli dovrà spiegare perchè non è cresciuta nella sua famiglia naturale.

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«Certamente – commenta il legale della coppia, l’avvocato Adriana Boscagli – la sentenza ha tenuto conto dello stato attuale della bambina, che ora vive con un’altra famiglia, e del possibile trauma dovuto a un’eventuale separazione. Ma prima o poi bisognerà spiegarle che i suoi genitori sono altri e come mai è stata allontanata da loro. Confidavamo in una Corte più coraggiosa che considerasse i genitori naturali come una coppia assolutamente in grado di prendersi cura della figlia».

E sono molte le critiche. Matteo Salvini, leader della Lega parla di «giudici che tolgono una bambina a mamma e papà naturali in base a una denuncia di abbandono rivelatasi falsa e perché anziani». E di «giudici che confermano l’adozione a due uomini di due bambini nati all’estero da un utero in affitto. E giudici che non tolgono i bambini a pseudo-genitori che li crescono fra delinquenza e sfruttamento nei campi Rom». Giorgia Meloni si chiede perché la signora Carsano, diventata mamma a 56 anni, «non può crescere sua figlia mentre lo è una nota cantante diventata mamma a 54?

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