Ultimo delirio di Bonino: “I migranti non si devono fermare. Bisogna accoglierli tutti e integrarli”

Nuovo delirio di Emma Bonino pro invasione islamica e sostituzione etnica del popolo europeo. L’ex ministro degli esteri è contraria al documento firmato da Gentiloni e il presidente libico per bloccare il flusso di clandestini che percorrono la rotta Italia-Libia.

«L’Europa si è scandalizzata per il bando di Trump e il muro al confine con il Messico, ma quello che stiamo facendo in Europa non è poi così diverso. Un Paese, la Libia, viene pagato perché metta un “tappo” per trattenere tutti i migranti di qualunque nazionalità. Un piano che qualcuno ha definito “Trump soft”, simile a quello già applicato in Turchia». L’ex ministro degli Esteri Emma Bonino commenta il risultato del vertice di Malta con un occhio a ciò che accade dall’altra parte dell’Atlantico.*

«Dubito che funzionerà. Il problema, oggi, è la capacità del premier Sarraj di controllare il territorio. Il suo governo non è riconosciuto da tutti».

Era necessario coinvolgere il generale Haftar?  

«Senza dubbio è un attore che gioca un ruolo centrale. E con potenti alleati nella regione e non solo. E non si possono neanche ignorare le milizie che vivono dei traffici di esseri umani. Sono mercenari che godono anche della connivenza della forze di polizia».

Dall’Europa è arrivato un grande plauso all’Italia. Non c’è il rischio che ora se ne lavi le mani lasciando Roma da sola?  

«Potrebbe accadere. Una pacca sulla spalla e via. Ma il nostro governo è riuscito a mettere sotto pressione l’Ue, che ora dovrà fare uno sforzo economico. Certo i 200 milioni messi in campo sono poca cosa rispetto alle necessità o se paragonati ai tre miliardi dati alla Turchia».

Perché le organizzazioni umanitarie criticano l’accordo?  

«Per ottimi motivi. Le condizioni inumane dei campi per migranti in Libia sono note a tutti. Un ambasciatore tedesco li ha definiti lager. Sono in aperta violazione di tutte le convenzioni sui diritti umani e dei rifugiati, in questo dobbiamo essere onesti. È questa la parte più drammatica. E inaccettabile. Ma il vero problema politico è un altro».

Quale?  

«Ancora una volta gli Stati membri dell’Europa rinunciano a politiche che tentino di “governare” l’immigrazione e scelgono illusoriamente e cinicamente di impedirla. Chiunque pensi di frenare questa emergenza vende illusioni. A gennaio è sbarcato in Italia il doppio dei migranti rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso».

Quale soluzione, dunque?  

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«L’Europa ha bisogno di immigrati, lo dicono tutti: dalla Germania alla Bulgaria. Bisogna lavorare sull’integrazione: è l’unica politica vincente. E applicarla è nell’interesse di tutti. Un migliaio di Comuni in Italia l’ha capito, investendo sull’accoglienza e tracciando una strada copiata da molti. Ma nell’accordo di Malta manca qualsiasi accenno all’integrazione».

Come si dovrebbe agire?  

«I trattati europei andrebbero modificati per rendere l’integrazione di competenza comunitaria. Il vero problema dell’Europa sono gli egoismi nazionali degli Stati membri, non la “burocrazia” di Bruxelles».

La solidarietà europea sembra abbastanza lontana…  

«Purtroppo finora gli Stati e i governi europei sono stati divisi su un tema fondamentale come i ricollocamenti. Come anche sul rifiuto di riconsiderare il trattato di Dublino».

E in Italia?  

«È fondamentale lavorare al superamento della Bossi-Fini abolendo il reato di clandestinità, come stiamo cercando di fare come Radicali con una rete spero sempre più vasta di organizzazioni sul territorio a partire da molti sindaci. In Italia abbiamo 500 mila irregolari, che tenderanno ad aumentare. Il 60% delle domande dei rifugiati viene respinta: chi è clandestino resta tale, diventando preda di lavoro nero, criminalità e prostituzione».

Con fonte La Stampa

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