Una Scossa Per “Aggiustare” Il Sistema Immunitario: Il Nuovo Trattamento Per Le Malattie Autoimmuni

Una Scossa Per “Aggiustare” Il Sistema Immunitario: Il Nuovo Trattamento Per Le Malattie Autoimmuni

E’ un nuovo campo di ricerca che potrebbe sostituire l’utilizzo di farmaci in alcune malattie con l’elettro-stimolazione del nervo vago.

Questa tecnica è stata utilizzata (principalmente negli Stati Uniti) per curare l’epilessia farmaco-resistente a partire dagli anni ’90 e nei primi 2000 per trattare alcune forme di depressione. Tuttavia si sta attualmente sperimentando questo genere di pratica come terapia per alcune malattie autoimmuni. Katrin, per esempio, è un’istruttrice di Fitness e la usa per gestire la sua artrite reumatoide con discreto successo.*

Quello che Katrin fa sei volte al giorno è tirare fuori un piccolo magnete e metterlo a contatto con una zona cutanea vicino la clavicola; questa piccola procedura attiva un dispositivo impiantato sotto la pelle di Katrin che produce una serie di impulsi elettrici (ciascuno di circa un milliampere). Questi impulsi stimolano il nervo vago, un tratto di fibre nervose che corrono lungo il collo del tronco encefalico raggiungendo alcuni organi come cuore e intestino. Katrin è stata coinvolta in questo esperimento che rappresenta il primo punto di arrivo di due decenni di ricerche sulle dinamiche del collegamento tra sistema nervoso e sistema immunitario.

Kevin Tracey è un neurochirurgo al Feinstein Institute for Medical Research a Manhasset, nello Stato di New York, che ha studiato le infiammazioni e le possibili correlazioni di queste con il sistema nervoso. Secondo Tracey la stimolazione elettrica potrebbe rappresentare un buon metodo per curare le malattie autoimmuni come il lupus, la malattia di Chron, l’artrite reumatoide e altre ancora.

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L’obbiettivo del neurochirurgo è quello di controllare l’infiammazione attraverso l’elettro-stimolazione del vago, qualora dovesse riuscirci a pieno sarebbe un notevole passo avanti per la medicina. Tuttavia i circuiti neurali sottostanti agli effetti antinfiammatori non sono stati ancora compresi a fondo.
Nonostante ciò Tracey ha un atteggiamento positivo nei confronti della stimolazione elettrica ed è certo delle sue potenzialità: “Durante la nostra vita vedremo alcuni dispositivi sostituire i farmaci, siamo agli esordi di un campo di studio”.

Ovviamente la stimolazione vagale non è immune da effetti collaterali quali dolore e tensione alla laringe, affaticamento vocale, abbassamento della frequenza cardiaca e aumento dell’acidità gastrica. Gli effetti negativi dipendono da persona a persona e sono stati rilevati nei pazienti che utilizzano l’elettro-stimolazione per le epilessie e la depressione.
Speriamo che questo progresso porti a una nuova era della terapia per le malattie autoimmuni, con meno farmaci e più possibilità di gestione di queste brutte patologie.

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