#bastatacere, diciamo “NO” alla violenza ostetrica!

Per violenza ostetrica si intendono gli abusi subiti durante il travaglio o dopo, al momento del parto, quando il bambino sta per nascere,. La donna viene giudicata per essere spaventata, può essere ferita fisicamente ed emotivamente ma soprattutto non essere ascoltata. Purtroppo, la situazione ad oggi è molto comune negli ospedali italiani e non solo. Sapevate che la violenza ostetrica può essere considerata una forma di tortura a tutti gli effetti? Il nostro appello è: #bastatacere.

La violenza ostetrica non è assolutamente qualcosa di “normale”. #bastatacere perché vogliamo personale formato, che sia consapevole di quello che sta facendo. Non persone che urlano, ignorano o ridicolizzano una donna incinta, persone che non sanno immedesimarsi, che non sanno vedere il punto di vista della mamma che sta partorendo. Persone NON UMANE! A tale proposito è intervenuta anche l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) che raccomanda assolutamente di evitare:

  • La manovra di Kristeller: spinte sulla pancia della mamma per accelerare la nascita del bambino.
  • Forzare la madre a partorire sdraiata o in una posizione”forzata”.
  • Praticare un’episiotomia senza che sia strettamente necessaria.
  • La manovra di Hamilton: il medico allarga il collo dell’utero della partoriente con le mani o con uno strumento.

Ma, quali sono i tipi di violenza ostetrica?

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  1. Eseguire un taglio cesareo, senza il consenso della donna incinta, quando non risultano complicazioni e le condizioni della partoriente sono eccellenti per un parto vaginale;
  2. Strappare il bambino alla madre senza una buona ragione medica, ostacolando il contatto precoce, l’attaccamento e l’allattamento, solo un’ emergenza giustifica la separazione del bambino dalla madre al momento della nascita;
  3. Forzare la madre a partorire in posizione supina, con le gambe sollevate, quando esistono i mezzi per un parto verticale;
  4. Alterare il naturale processo di nascita, a basso rischio, utilizzando tecniche di accelerazione, senza il consenso volontario della partoriente;
  5. Non gestire in modo efficace e tempestivo le emergenze ostetriche.

Ogni donna ha il diritto di partorire, di decidere del proprio corpo, di decidere quello che vuole e quello che non vuole per sé stessa e per il proprio bambino… diciamo basta a questi soprusi, uniamoci tutte contro la violenza ostetrica, una vera e propria tortura! #bastatacere

Condividete, uniamoci alla campagna di tutte queste mamme “violentate”!

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