PAESE IN OSTAGGIO DI 200 PROFUGHI, RAGAZZINE NON ESCONO PIÙ LA SERA

ANNONE, Asti – La colonizzazione criminale voluta dagli abusivi al governo avanza. Da qualche giorno hanno inviato 120 giovani maschi africani in un paese di 2 mila anime. Altri 80 sono in arrivo. Gestisce tutto la famigerata Croce Rossa.

La gente protesta. Vivevano in un paese tranquillo. Ora hanno paura. Un esercito invasore è stato portato lì dallo Stato, ormai nemico del Popolo: «Li han messi laggiù alla Polveriera» dicono. «E l’altra sera ce ne saranno stati cinquanta o sessanta sul marciapiedi e sulla strada che venivano in paese. Sono tutti giovani, hanno vestiti firmati e telefonini così grossi che neanche ti stanno in tasca» racconta il Mino che, alle quattro del pomeriggio, al circolo «Amici», discute con la Nadia – la barista – di quella che ormai in paese «è un’emergenza». E del fatto che «la Polveriera» come chiamavano la base logistica dell’Aeronautica – abbandonata da dieci anni nell’ottica della razionalizzazione dei costi – rischia di diventare polveriera di tensioni. E tutto per colpa di una convivenza che, dicono, sarà tutt’altro che facile».*

 

Prendiamo la storia dei furti all’emporio che è a due passi dalla piazza dove troneggiano municipio e la banca di Asti: «In pochi giorni i ladri sono andati già due volte. Tutta questa gente nuova non porterà niente di buono». Non è un caso li mettano nelle caserme, oltre che negli hotel: sono l’esercito invasore del PD. Le loro squadracce.

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Nadia: «Le mie amiche mamme hanno paura a mandare in giro le loro figlie la sera. Annone è un posto dove fino a ieri si dormiva con le chiavi infilate nella porta dall’esterno». Su Facebook intanto la polemica divampa: «Mio marito ed io siamo pronti a vendere casa e magazzino e andare via» scrive Laura.

Su, nelle frazioni più isolate non c’è gran voglia di parlare. Al bar Castello la barista non commenta l’altro avvenimento del giorno: un marocchino ubriaco che dava fastidio ai clienti. Il sindaco Walter Valfrè nei giorni scorsi aveva smorzato sul nascere le polemiche: «Castello d’Annone è un paese che accoglie: le polemiche riguardano poche persone». Menzogna per i cittadini: «Sono vestiti come dei principi, chi li paga?». «Meglio i senegalesi dei maghrebini o degli iraniani: ne ho visto uno con un ghigno terribile». «C’è da stare attenti».

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