Patata Bollente, La Lettera Disperata Dell’assessore Bollito Alla Raggi !

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L’assessore bollito scrive alla sindaca che l’ha messo sulla graticola: ti prego, non mollarmi, andiamo avanti. È questo, in fondo, il senso del messaggio lanciato da Paolo Berdini, assessore all’Urbanistica di Roma in odor di siluramento, dalle pagine del Fatto quotidiano e indirizzato a Virginia Raggi. Una “lettera aperta” per combattere la “criminosa macchina del fango” scattata dopo la pubblicazione da parte della Stampa di un colloquio con un giornalista (a suo dire, “rubato”) in cui Berdini sparava a zero contro la sindaca (“impreparata”, “inadeguata”), suggerendo (e qui l’audio non può mentire) anche allusioni sulla sua relazione amorosa con Salvatore Romeo.*
“Oggi sono di fronte a un accanimento mediatico senza precedenti. E c’ è un perché: la posta in gioco è alta e si chiama Stadio di Tor di Valle”, spiega Berdini, che conferma “le incertezze e inadeguatezze” della giunta grillina, mettendo però le mani avanti. “Nessuno di noi pensava di dover affrontare ostacoli così giganteschi. Eravamo stati messi sull’avviso da una breve, quanto incisiva, relazione del prefetto Tronca: assenza di regole nel governo del territorio, lavori pubblici milionari affidati impunemente a imprese amiche. Ma la realtà è stata superiore ad ogni previsione”. L’autodifesa è a tratti commovente, perché mette da parte il caos delle nomine e l’operato di una giunta a lungo bloccata da dissidi interni per rivendicare la “sistematica azione di recupero di legalità e trasparenza”, nonostante “le dimissioni di due persone d’eccellenza come Carla Raineri e Marcello Minenna“. “Essi – esce allo scoperto Berdini – erano il trait d’union con l’azione del commissario prefettizio: averli sostituiti è stata l’origine di tutti i mali della giunta Raggi”.
Il nodo cruciale, però, è quello dello stadio della Roma. “La più imponente speculazione immobiliare del momento in Europa, nonché la più grande variante urbanistica ad hoc mai approvata nella Capitale”, la definisce senza indugi l’assessore, apertamente contrario all’opera e in minoranza nella giunta Raggi. “In diversi momenti, soprattutto a partire da dicembre, ho provato solitudine. Per mesi sono stato l’assessore contro, anche nella riunione che si è tenuta martedì 7 febbraio nel mio assessorato. Che non si è conclusa come i fautori del progetto speravano. Il giorno seguente, guarda caso, viene pubblicata una intervista truffa. Con una sapiente regia delle uscite un quotidiano pubblica prima una conversazione, poi una registrazione audio e infine un altro stralcio di quell’audio. Tutto riferito a fatti risalenti non al giorno prima, ma addirittura a venerdì 3 febbraio. Devo pensare che sia un caso? Perché tenersela quattro giorni nel cassetto?”. Secondo Berdini il cronista della Stampa gli si è presentato “come un militante cinquestelle e abbiamo parlato a lungo di alcune questioni romane. Solo dopo, all’esterno, sono caduto nella trappola con una registrazione illegale. È evidente che vogliono farmi fuori”. L’appello finale rischia però di cadere nel vuoto: “Lo stadio di Tor di Valle è il banco di prova per fermare blocchi di potere che da sempre difendono la speculazione fondiaria e finanziaria a scapito dei diritti dei cittadini. Se la Raggi vuole fare questa battaglia mi troverà al suo fianco. In caso contrario, le mie dimissioni sono già sul suo tavolo”.

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