Emergenza invasione, Gentiloni prende schiaffoni al G7: “L’Italia s’arrangi, si tenga gli immigrati”

La diplomazia italiana ha fatto il possibile per cercare di far passare la versione del «buon compromesso», ma è piuttosto evidente che è il negoziato sull’immigrazione a rappresentare la grande sconfitta politica dell’Italia a questo G7.*

Sul punto, peraltro, Paolo Gentiloni si è speso non poco. Come ha spiegato lo stesso premier italiano, infatti, la scelta stessa di Taormina per il summit ha una valenza simbolica visto che la Sicilia «rappresenta un ponte tra le due sponde del Mediterraneo». La linea italiana, sostenuta dai partner europei ma anche dal Canada, non ha però convinto gli Stati Uniti ed è stata archiviata l’ipotesi di arrivare ad una dichiarazione congiunta nella quale si dica che tutto il mondo, e non le singole nazioni, hanno la responsabilità della crisi dei rifugiati.

Sul punto Donald Trump non ha arretrato di un metro e alla fine al summit di Taormina va prevalendo l’approccio securitario statunitense rispetto a quello solidale dell’Ue. Così, l’ultima bozza del documento finale che girava ieri sera non andava oltre il certificare che «vengono riaffermati i diritti sovrani degli Stati di controllare i loro confini e fissare chiari limiti ai livelli di immigrazione». Insomma, ognuno per sé nella gestione delle proprie frontiere. Con solo un semplice e banale passaggio di circostanza sulla necessità di «rispettare» i diritti dei migranti.

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Nessun accordo, dunque. Evidentemente non aveva torto il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk quando ha definito quello di Taormina «il vertice più impegnativo tra i G7 degli ultimi anni». Anche Gentiloni, peraltro, non ha negato «divergenze» su diversi fronti. D’altra parte, non solo sull’immigrazione ma anche sul clima non c’è stato alcun passo avanti. Sul punto la discussione è stata sospesa, perché sul destino degli accordi di Parigi a ieri sera ancora non c’era una posizione comune. «L’amministrazione Usa ha in corso una riflessione interna di cui gli altri Paesi hanno preso atto confermando il loro impegno totale», ha spiegato il premier italiano. Mentre Angela Merkel ha invitato esplicitamente gli Stati Uniti a rispettare l’accordo. Insomma, il punto è capire se Washington deciderà di dare attuazione completa ai protocolli di Parigi.

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