L’ULTIMA VERGOGNA DI STATO: BUONUSCITA MILIONARIA ALL’EX AD DI FINMECCANICA, LA CIFRA DA CAPOGIRO

I giornaloni e i TG tacciono. La notizia passa sotto traccia, cercando in rete troviamo poco o nulla, ma Mauro Moretti li ha presi davvero 9,4 milioni di euro di buonuscita da Finmeccanica. Sul il Fatto, Giorgio Meletti, si domanda (retoricamente) su chi ha dato questi soldi all’ex amministratore di Leonardo-Finmeccanica, Mauro Moretti, dopo appena tre anni di opaco lavoro i quell’azienda pubblica. E chiama in causa l’imbelle ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan che, bypassato dall’ex cazzaro premier Renzi e dal suo seguito di “nani e grembiulini”, avallò a suo tempo quella scelta lottizzatrice.*

Dagospia prova a fornire una risposta: “All’interrogativo di Meletti si potrebbe rispondere (populisticamente) che a pagare il conto della liquidazione milionaria saranno i cittadini contribuenti. Senza essere smentiti. Mai nessun boiardo di stato è stato beneficiato (o risarcito per la mancata riconferma) con un appannaggio pari a quello incassato dall’ex numero uno (e risanatore) delle Ferrovie. E senza alcuna giustificazione plausibile per i risultati (scarsini) conseguiti da Moretti alla guida di Leonardo-Finmeccanica.

A parte il cambio del logo aziendale da Finmeccanica a Leonardo che ha fatto felici soltanto gli inserzionisti pubblicitari (stampa e tv). Che, incassata la marketta, ora non s’indignano più di tanto”.

Al posto di Moretti – scrive Dagospia – arriverà un altro recordman delle buonuscita, Alessandro Profumo: “Il banchiere ripescato dal governo Gentiloni dopo il flop al Monte Paschi di Siena. Dopo dodici anni di lavoro, l’ex ad di Unicredit si è intascato oltre 40 milioni di euro. Cifre che girano soltanto nel calcio dei Ronaldo e dei Messi. Ma nella classifica dei paperoni-pensionati – settore privato -, spiccano pure i nomi di Abramo Bazoli (Banca Intesa) con 25 milioni, di Cesare Geronzi (Generali) con 16,7 milioni e di Cesare Romiti (Fiat) con 105,3 milioni”.

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La coppia dell’anti-Casta, Rizzo e Stella – forse troppo impegnati a contare i topi che bazzicano la Capitale (ma secondo lo stesso Corriere a Parigi ne circolerebbero altrettanti a milioni, senza che sia una sindaca pentastellata Raggi a guidare l’Hotel de la Ville) – continua a crocefiggere la Casta del Parlamento, schierata a difesa dei loro vitalizi (qualche migliaia di euro a testa). Ma non trovano altrettanto scandaloso che nell’Italia del Gratta&Vinci aziendale stavolta il vincitore sia l’ex capostazione Moretti, condannato a sette anni per la strage di Viareggio.

Ps.

Dopo il “clientelismo” all’Etruria Boschi, con tanto di aiutino interessato (e negato) a favore del suo babbo banchiere, un’altra parola della politica d’antan, la famigerata lottizzazione, appare ormai bandita dal giornalismo in confusione e con le copie vendute in edicola ridotte al lumicino. Alla pari della loro (falsa) obiettività.

fonte : https://www.evernote.com

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