ULTIM’ORA: LA TERRIBILE NOTIZIA PER IL GOVERNO, VIENE A GALLA UN ALTRO SCANDALO

La sottosegretaria Simona Vicari si è dimessa perché avrebbe ricevuto un Rolex in cambio di un favore in Parlamento per l’armatore Ettore Morace, arrestato venerdì scorso.

Ma non è l’unica esponente del governo ad essere coinvolta in questa vicenda: il ministro per il Mezzogiorno Claudio De Vincenti, come vi abbiamo spiegato in un altro articolo, viene menzionato in un’intercettazione da Morace. Nel corso di una telefonata, l’armatore dice, con riferimento a De Vincenti: “Siamo andati a cena con lui e, insomma, tutto contento ha saputo che stiamo andando bene… insomma ci segue, ci segue”.

Il ministro si è difeso dichiarando di aver “operato per dare soluzione alla vicenda nel più rigoroso rispetto delle regole”. Ma vorremmo vederci chiaro.*

Scandalo Rolex a parte, osserva Gianluca Roselli sul Fatto Quotidiano, ci sono una decina di altri membri del governo “Renziloni” che dovrebbero fare un passo indietro, ma sono ancora attaccati alla poltrona, a cominciare dai fedelissimi di Matteo Renzi Lotti e Boschi

“Il ministro dello Sport è indagato per rivelazioni di segreto d’ufficio e favoreggiamento ad altri indagati nell’inchiesta sugli appalti truccati Consip, ma non ha mai pensato di lasciare il suo posto, come ha ribadito pure in Parlamento prima del voto sulla mozione di sfiducia (respinta) presentata dal M5s. La Boschi, invece, non è inquisita, ma le rivelazioni contenute nel libro di Ferruccio de Bortoli hanno fatto riesplodere il caso Banca Etruria con l’ormai famosa richiesta dell’allora ministra delle Riforme a Federico Ghizzoni per un’eventuale acquisizione dell’istituto aretino da parte di Unicredit di cui egli era ad, vicenda che sta provocando gravi imbarazzi all’esecutivo per il riesplodere del conflitto d’interessi della sottosegretaria di Palazzo Chigi”.

Poi ci sarebbe Alfano:

“Sempre restando tra i ministri, ci sono quelli che collezionano figuracce a non finire. Come Angelino Alfano, dal caso Shalabayeva (quando era all’Interno nel governo Letta) alla foto con l’amico Leonardo Sacco, governatore della Misericordia arrestato l’altro giorno per il Cara di Isola Capo Rizzuto”.

La Madia, per la vicenda della tesi di dottorato copiata scoperta dal Fatto Quotidiano.

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Poi altri tre esponenti meno noti: De Filippo, Castiglione e Bubbico.

Scrive Roselli:

“Tornando ai membri del governo coinvolti in inchieste giudiziarie, Vito De Filippo, sottosegretario all’Istruzione, ex governatore della Basilicata, venne rinviato a giudizio per peculato e poi assolto nello scandalo per i rimborsi elettorali in Regione, salvo finire di nuovo sotto indagine nell’aprile 2016 per induzione indebita (la vecchia concussione per induzione) in un filone dell’inchiesta Tempa Rossa.

Anche il sottosegretario per le Politiche Agricole Giuseppe Castiglione, ex Dc, anche lui vicinissimo ad Alfano e potente esponente centrista in Sicilia, è imputato. Dopo diversi proscioglimenti (di cui uno anche per concorso esterno in associazione mafiosa), nel 2015 è stato inquisito per turbativa d’asta e corruzione elettorale nel processo di Catania sull’appalto truccato per la gestione del Cara di Mineo.

Il vice ministro all’Interno Filippo Bubbico, invece, dopo essere stato coinvolto in un paio d’indagini in cui è sempre stato prosciolto (come l’inchiesta Toghe Lucane), nel febbraio 2016 è stato inquisito per abuso d’ufficio dalla Procura di Roma per il trasferimento a Isernia del prefetto Fernando Guida, inchiesta poi archiviata dal Tribunale dei ministri”.

fonte http://www.actiionweb.com

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