La Vespa Bazooka: la Storia dello Scooter che poteva distruggere un Carro Armato

Il nome tecnico era “Piaggio Vespa 150 TAP”, ma rimase nota fra gli addetti ai lavori e gli appassionati di storia militare come “Vespa Bazooka”, per l’imponente cannone M20 che la attraversava longitudinalmente per intero. Questo particolare tipo di Vespa fu commissionato dall’esercito francese alla Piaggio, dopo aver vinto una gara cui avevano partecipato anche la Valmobile 100 e la Bernardet 250. Il veicolo fu commissionato per la guerra d’Indocina, combattuta fra il ’46 ed il ’54, quando la Francia perdette uno dei suoi ultimi possedimenti coloniali e si formarono quattro stati: Vietnam del Nord, Vietnam del Sud, Cambogia e Laos.

La Vespa fu realizzata per riuscire a prendere alle spalle i carri forniti dai cinesi, che erano invisibili all’aviazione che li sorvolava dall’alto, e che erano una spina nel fianco per le truppe di terra. Lo scooter ed il suo guidatore sarebbero stati paracadutati dietro le linee nemiche, consentendo al soldato di utilizzare il bazooka per distruggere i  T-34 sovietici.*

La disfatta dell’esercito francese, che è bene ricordare sostenuto dagli Stati Uniti, rese inutile il progetto della Vespa. Purtroppo il veicolo trovò immediatamente un altro impiego, durante il conflitto di Algeria combattuto fra il ’54 ed il ’64, dove lo stato Africano riuscì a conquistare l’indipendenza dalla Francia.

Il Veicolo

Lo scooter derivava dalla Vespa 150, e TAP è un acronimo dall’italiano “Truppe Aero Paracadutate”. La Vespa Bazooka non venne costruita in Italia ma in Francia, dalla ACMA, già concessionaria della licenza di produzione del veicolo originale in suolo transalpino. Le modifiche furono numerose ma non cambiarono l’estetica generale del mezzo, anche se dallo scudo anteriore sbucava un cannone lungo oltre un metro.

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I rinforzi furono numerosi, e compresero un paraurti in acciaio perimetrale, il sostegno alle munizioni retrostanti, la marmitta protetta e rinforzata e diversi altri dettagli funzionali alla resistenza all’impatto al suolo e ai gravosi compiti che le furono commissionati. Nonostante numerosi siti riportino la possibilità del mezzo di sparare “in corsa”, il bazooka doveva essere sfilato dallo scudo e dal sellino e poi esser utilizzato a mano dall’artigliere, che non avrebbe naturalmente potuto armare il cannone mentre era alloggiato sulla Vespa.

In totale, dal 1956 al 1959, furono prodotti dai 600 agli 800 esemplari, impiegati nel conflitto d’Algeria.

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