DAVIGO: “I POLITICI ORMAI RUBANO PIÙ DI PRIMA, LA DIFFERENZA È CHE NON SI VERGOGNANO”

I politici “non hanno smesso di rubare; hanno smesso di vergognarsi. Rivendicano con sfrontatezza quel che prima facevano di nascosto. Dicono cose tipo: ‘Con i nostri soldi facciamo quello che ci pare”. Ma non sono soldi loro; sono dei contribuenti’”. Così Piercamillo Davigo, consigliere presso la Cassazione, nuovo presidente dell’Associazione nazionale magistrati, in un’intervista al Corriere della Sera. Davigo, 24 anni fa nel pool di Mani Pulite, su un confronto tra quel periodo e l’Italia di oggi, dice: “È peggio di allora. È come in quella barzelletta inventata sotto il fascismo. Il prefetto arriva in un paese e lo trova infestato di mosche e zanzare, e si lamenta con il podestà: ‘Qui non si fa la battaglia contro le mosche?. L’abbiamo fatta – risponde il podestà -. Solo che hanno vinto le mosche’. Ecco,in Italia hanno vinto le mosche. I corrotti”.*

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Secondo Davigo, dunque, oggi “si ruba in modo meno organizzato. Tutto è lasciato all’iniziativa individuale o a gruppi temporanei. La corruzione è un reato seriale e diffusivo: chi lo commette, tende a ripeterlo, e a coinvolgere altri. Questo dà vita a un mercato illegale, che tende ad autoregolamentarsi: se il corruttore non paga, nessuno si fiderà più di lui. Ma se l’autoregolamentazione non funziona più, allora interviene un soggetto esterno a regolare il mercato: la criminalità organizzata”.

Davvero pensa questo del nostro Paese? chiede il giornalista. “È il rimprovero che mi fece Vladimiro Zagrebelski. Al Csm erano ospiti 35 magistrati francesi, che mi chiesero di Tangentopoli. Risposi che nel 1994 erano crollati cinque partiti, tra cui quello di maggioranza relativa e tre che avevano più di cent’anni. Però noi eravamo stati come i predatori che migliorano la specie predata: avevamo preso le zebre lente, ma le altre zebre erano diventate più veloci. Avevamo creato ceppi resistenti all’antibiotico. Perché dovemmo interrompere la cura a metà”.

Fu Berlusconi a fermarvi? “Cominciò Berlusconi, con il decreto Biondi; ma nell’alternanza tra i due schieramenti, l’unica differenza fu che la destra le fece così grosse e così male che non hanno funzionato; la sinistra le fece in modo mirato. Non dico che ci abbiano messi in ginocchio; ma un po’ genuflessi sì”.

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“Questo governo fa le stesse cose”, accusa Davigo. “Aumenta le soglie di rilevanza penale. Aumenta la circolazione dei contanti, con la scusa risibile che i pensionati non hanno dimestichezza con le carte di credito; ma lei ha mai visto un pensionato che gira con tremila euro in tasca?”. Renzi ricorda spesso di aver aumentato le pene e la prescrizione per i corrotti. “Ma prendere i corrotti è difficilissimo – risponde – . Nessuno li denuncia, perché tutti hanno interesse al silenzio: per questo sarei favorevole alla non punibilità del primo che parla. Il punto non è aumentare le pene; è scoprire i reati. Anche con operazioni sotto copertura, come si fa con i trafficanti di droga o di materiale pedopornografico: mandando i poliziotti a offrire denaro ai politici, e arrestando chi accetta. Lo diceva anche Cantone; anche se ora ha smesso di dirlo”.

fonte :https://www.evernote.com/

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