Renzi-Franceschini, tensione sulle alleanze in direzione Pd

‘Non ne parliamo’. ‘Coalizioni servono, soli non vinciamo’

Botta e risposta sulle alleanze alla Direzione del Pd sul risultato delle Comunali. La prima a porte chiuse dell’era Renzi. ‘Non parliamone, altrimenti i cittadini non vedono le riforme’, dice il segretario. Replica Franceschini: ‘Le coalizioni servono, da solo il Pd non vince. Parliamone, ma non sui giornali. Teniamone conto per la legge elettorale. La critica non è un tradimento o un complotto’, dice al segretario. ‘Non passerò mesi a parlare di coalizione: sono più importanti la legge sullo ius soli e il veto nei Trattati europei sul fiscal compact’.*

La relazione di Matteo Renzi è stata votata all’unanimità dalla direzione del Pd. A votarla, dopo la decisione delle minoranze di non partecipare, tutta la maggioranza, inclusa l’area che fa capo a Dario Franceschini.

Nella sede nazionale Pd di largo del Nazareno la direzione del Partito democratico. La riunione, alla quale partecipa anche il premier Paolo Gentiloni, che è membro del parlamentino Dem, è la prima a porte chiuse, senza diretta streaming, da quando Matteo Renzi è segretario del partito.

Lo ius soli è un principio di civiltà, “dobbiamo andare avanti“, ha detto Renzi, a quanto si apprende, nel suo intervento alla direzione Pd.

“Come va l’Italia in questa fase? I segnali di timida ripresa si sono evidenziati: l’Italia vede segnali di ripresa ancora però non omogenei sul territorio”. Poi Renzi sottolinea: “Mancano ancora i dati delle riforme strutturali”.

Sulla scuola il governo, prima Renzi e poi Gentiloni, ha investito 4,7 miliardi ma “se noi parliamo di alleanze i cittadini non se ne accorgono“, ha spiegato ancora in un passaggio in direzione riferito al nodo che ha diviso il Pd, ribadendo che il dibattito interno “interessa a 3 o a 300”.

Nella prossima legislatura l’Italia dovrà chiarirsi con i partner europei: serve un approccio diverso sul deficit e va posto il veto sul fiscal compact nei Trattati. Così, a quanto si apprende, Matteo Renzi nella direzione del Pd, sostenendo che “abbiamo vinto la battaglia sulla flessibilità perchè in Europa, dopo le europee, abbiamo messo un diktat”.

In due milioni hanno votato alle primarie. La base costitutiva del Pd non è l’accordo di qualche capocorrente ma il voto dei cittadini alle primarie. Sia chiaro, io rispondo a loro, non ai capicorrente: così il segretario Renzi alla direzione Pd.

“Non sono interessato né alla mia né alla vostra carriera ma a portare il Pd in alto. Lo dico senza polemica e con tutto il rispetto: non mi interessa cosa farete voi nella prossima legislatura”.

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“Chi ha detto che abbiamo perso le amministrative perché non c’erano le coalizioni? Non io – così il ministro Dario Franceschini, a quanto si apprende, nel suo intervento in direzione Pd -. Il problema è opposto, che non abbiamo vinto neanche avendo le coalizioni. A Padova abbiamo vinto ma il Pd ha preso il 13%: siamo un po’ lontani dal poter vincere da soli. Servono le proposte, serve la forza leader, serve l’azione di governo, serve l’organizzazione, ma servono gli altri, servono le alleanze”. “Non mettiamo in discussione il segretario appena eletto dalle primarie – ha detto ancora Dario Franceschini -: me lo ricordo che hai preso due milioni di voti ed è giusto che tu risponda a loro. Ma con rispetto per una comunità formata da uomini e donne che ti hanno votato ma non rinunciano per quattro anni a esprimere un pensiero e una parola”. “Un segretario ascolta la comunità, la tiene insieme con pazienza, senza vedere dietro il pensiero di chi la pensa diversamente un tradimento o un complotto”.

Non sono d’accordo che il risultato delle amministrative sia un tema locale almeno per tre motivi: rispetto all’ultima analoga tornata c’è stata una crescita fortissima dell”astensionismo; abbiamo subito sconfitte più forti e cocenti nelle aree più forti di insediamento tradizionale della sinistra. Credo che la conflittualità nel centrosinistra non dia vantaggi agli scissionisti ma distacchi pezzi di elettorato”. Così, a quanto si apprende, Andrea Orlando in direzione aggiungendo il tema è nazionale. Poi il ministro della Giustizia, sempre secondo quanto si apprende, insistendo sulla necessità che il Pd prenda l’iniziativa per riunire il centrosinistra, ha detto: “Dobbiamo lavorare con Pisapia e chi in quel campo non ha un pregiudizio contro il Pd“.

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