Lo smartphone meglio del dermatologo? Il futuro della diagnosi del cancro della pelle

Un gruppo di giovani ricercatori dell’Università di Stanford ha creato un’intelligenza artificiale in grado di diagnosticare il cancro della pelle attraverso l’analisi delle immagini; è così abile che può tranquillamente competere con un vero dermatologo, dato che presenta statistiche di riconoscimento equiparabili. Gli studiosi hanno sviluppato il software grazie a un database di 130 mila immagini relative a oltre 2 mila patologie della pelle, in questo modo hanno creato un cosiddetto meccanismo di apprendimento profondo, che ha permesso all’intelligenza artificiale di individuare modelli e analogie allo stesso modo di una rete neurale. L’algoritmo è stato inoltre creato grazie al supporto di 21 dermatologi, che ne hanno dimostrato la piena efficacia in termini di diagnosi.

Durante i primi test i ricercatori si sono accorti che l’idea funzionava egregiamente e hanno cominciato a pensare di avere per le mani un progetto di grande portata: “Ci siamo resi conto non solo quanto l’algoritmo funzionasse bene, ma che poteva essere capace quanto un dermatologo umano. Questa è l’occasione per fare qualcosa di grande per l’umanità”, ha sottolineato con orgoglio Sebastian Thrun, ricercatore dello Stanford Artificial Intelligence Laboratory.

Poiché gli esperimenti sono stati condotti in un ambiente controllato e con immagini cristalline, gli studiosi intendono raffinare ulteriormente la sensibilità dell’algoritmo, ma soprattutto rendere compatibile il software con gli smartphone, per poterne sfruttare la telecamera e trasformare i telefoni in strumenti di diagnosi a tutti gli effetti. Nonostante il successo sperimentale, prima che un progetto del genere possa essere approvato dagli enti preposti ed essere reso disponibile per tutti potrebbero passare diversi anni, ma il team non demorde e continua a perfezionare la propria creatura.*

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Si stima che le probabilità di sopravvivenza al melanoma, il cancro della pelle più diffuso e aggressivo, siano del 97 percento se diagnosticato in tempo, mentre crollano drasticamente al 14 percento quando si trova nelle ultime fasi, anche per questo il supporto di un tale software potrebbe salvare moltissime vite. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati su Nature.

 

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