Paolo Villaggio nessuno poteva immaginarlo, la figlia dichiara: «papà era un…

La figlia: «Era un papà complicato Rifiutava tutte le regole»

il, ricordo della figlia Elisabetta: «Papà mi ha insegnato a guardare il mondo con quel senso di libertà e quella apertura mentale, senza schemi, che ha sempre avuto lui»*

Due figli, Elisabetta e Pierfrancesco che quel papà anche se spesso assente avevano faticosamente imparato ad adorarlo: «Dopo anni di scontri, perché non era un carattere facile, ma in questo modo ci ha insegnato la forza d’animo». Elisabetta non riesce a parlare al passato del padre, ha ragione: Villaggio è un presente storico. «Eravamo preparati, era ricoverato in clinica dove negli ultimi giorni aveva perso conoscenza e voglie, non mangiava più. Tecnicamente si è fermato il cuore, ma le cause sono dovute al diabete. Una malattia non curata da 30 anni: usciva dagli studi dei dottori e si infilava in negozi di formaggi o dolci».
Autodistruzione?
«Non ha mai accettato le regole: ma alla fine in sedia a rotelle, faceva tenerezza. Sperava che l’avrebbero rimesso in sesto ma poi ha capito che il film stava finendo».

Quali le ultime mosse di Fantozzi?
«Lui voleva lavorare e negli ultimi anni si divertiva col teatro dove si raccontava, si vendeva e svendeva». Alla Gassmann, che era uno dei suoi amici più cari: «Sì, con Tognazzi e Monicelli, oltre a Fabrizio De Andrè, compagno di vita e di famiglia. Ma Paolo non si sentiva tradito dal cinema, solo che rimpiangeva molto il passato». I suoi scontri? «Sono stati alla fine salutari, mi ha insegnato a guardare il mondo con quel senso di libertà e quella apertura mentale, senza schemi, che ha sempre avuto lui. Era una persona difficile».

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Non ha mai partecipato alla sua vita di attore?
«Sì, l’ho accompagnato a Cannes un anno ma tutti credettero che fossi la sua amante. Poi ho fatto l’aiuto regista in un suo film e ne ho anche diretto uno io mai uscito perché il produttore è scappato: L’una e le altre e papà era un mago Merlino».

 

 

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