Feltri condanna Gentiloni e svela la sua incapacità: “si dimetta o vada all’inferno!”

L’emergenza migranti, ormai, fa discutere chiunque ne abbia la facoltà. Da ogni parte d’Europa sono giunti consigli e direttive, ma il premier italiano non vuole saperne.

Alla sollecitazione della chiusura dei porti, infatti, Paolo Gentiloni ha risposto così:”Non accettiamo lezioni né minacce da nessuno”.*

Bhè una risposta che sembra lasciare il tempo che trova, considerato il disastro in corso.

Sull’argomento è intervenuto Vittorio Feltri che, stizzito, ha detto: “Il nostro esile presidente del Consiglio è talmente nel pallone da non capire che, invece, deve accettare lezioni da chiunque abbia fatto molto meglio di lui, compresa l’Austria che è pronta a schierare l’esercito al Brennero per impedire che orde di africani oltrepassino il confine e vadano a infastidire Vienna e dintorni.

Il nostro Paese è l’unico che in Europa cala le brache di fronte all’incessante immigrazione, incapace di assumere provvedimenti all’altezza dell’emergenza sotto gli occhi di tutti i cittadini, tranne quelli del governicchio romano di carta velina”.

Il direttore di Libero continua così: “A causa di Gentiloni e del suo partito in corso di disfacimento, stiamo diventando, siamo già diventati gli zimbelli della UE, manifestando una sciatteria organizzativa impressionante.

Ci comportiamo come il signor Tentenna, compiamo un passo avanti e due indietro, seguitiamo ad accogliere cani e porci, sopportiamo le imprese folli delle Ong, soccombiamo alle pretese degli scafisti, ci rechiamo spontaneamente in acque libiche a raccogliere nel Mediterraneo qualunque sfigato che, però, paga 5 mila euro per farsi trasportare nella nostra devastata patria. Ma Gentiloni non osa reagire se non contro quelli che gli chiedano di svegliarsi e di spicciarsi a vietare ai barconi di attraccare qui nella penisola”.

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E poi l’affondo finale: “Di un premier tanto molle e incerto non sappiamo che farcene, si dimetta e tolga la sua insignificante persona dalla stanza dei bottoni, dato che non li sa neppure pigiare. Oppure anziché atteggiarsi a bulletto davanti ai suggerimenti di buon senso dell’Austria e dell’Ungheria circa i metodi da adottare contro gli aborigeni, ne faccia tesoro e li attui diligentemente, da bravo scolaretto quale non è.

La vuole capire o no che i connazionali non ne possono più di ospitare bande di neri? Che sono esasperati e si domandano perché mai il loro Paese sia il solo a considerare le proprie frontiere una sorta di gruviera perforabile da qualsiasi sbandato? Gentiloni se non vuole andare a nascondersi, vada almeno all’infernodove ha un posto prenotato”.

 

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