NOTIZIA CLAMOROSA: IL PD SFIDUCIA IL SINDACO, LUI SPUTTANA TUTTO! GUARDATE COSA HA DETTO E DIFFONDETE QUESTA VERGOGNA DEL PD!

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Il Pd siracusano “sfiducia” il sindaco renziano Giancarlo Garozzo. Con 58 voti su 59, la direzione provinciale del Partito democratico ha approvato una mozione con cui si disconosce l’amministrazione comunale. Una sconfitta amara per il primo cittadino della città aretusea, fedelissimo di Faraone, nel corso della lunga, e animata, riunione alla quale ha preso parte anche il segretario Fausto Raciti. D’altronde, in casa Pd a Siracusa non c’è mai stata pace e ieri sera è stato ratificato il documento redatto a luglio dal segretario provinciale Alessio Lo Giudice (appartenente all’area Riformista con Marziano, Zappulla e Raiti), con il placet di Raciti, che di fatto isola Garozzo e la sua giunta.*
Le ragioni della “sfiducia” sono legate al mancato coinvolgimento del Pd da parte del sindaco nel rimpasto di giunta nei mesi scorsi. “Non abbiamo notato alcuna inversione di rotta rispetto a comportamenti che hanno denotato un’assoluta mancanza di rispetto nei confronti della comunità del Pd – si legge nel documento firmato dal segretario Lo Giudice -. Il Pd questo infatti è, e deve essere: una comunità al servizio del territorio e non uno strumento funzionale a interessi e ambizioni di pochi, umiliato con ultimatum, a cui chiedere sbrigativamente qualche nome da mettere in giunta. A questo punto, credo che il Partito debba andare oltre. Dinanzi alla crisi amministrativa e politica evidente nel Comune di Siracusa, di fronte alla sempre più palese fragilità politica della maggioranza, il sindaco e i suoi sostenitori hanno deciso di voler fare a meno del partito, hanno deciso di considerare insignificante il mandato della direzione. Il Partito Democratico della provincia di Siracusa, di conseguenza, per il bene delle nostre comunità e delle nostre istituzioni, per liberare un potenziale politico che ci può condurre a ricostruire un orizzonte di centrosinistra insieme ai tanti soggetti politici e civici che ci hanno sollecitato in questi giorni, deve ritenere, a partire da oggi, la guida politica dell’amministrazione comunale di Siracusa non più riconducibile al Partito democratico”.
Non si è fatta attendere la replica del sindaco: “Al di là del fatto che un segretario provinciale mediocre si e’ preso la responsabilità di spaccare esattamente in due il partito, non posso che stigmatizzare il solito metodo (a questo punto è vizio), quello di barare, portando e imponendo in maniera come sempre scomposta un nuovo elenco degli aventi diritto al voto non concordato con nessuno.
Sono sinceramente divertito nel vedere concretizzarsi quello che denunciavo da tempo, la nobile intesa  Foti-Raiti-Zappulla. Continueremo a lavorare come abbiamo sempre fatto, da tre anni vado dicendo che prima viene la città e poi il Pd. Esattamente quello che ha detto Renzi, riferito all’italia, domenica scorsa a Catania”.
A nulla è valso il tentativo dei garozziani di difendersi e abbandonare l’aula al momento del voto, tentando di far cadere il numero: la maggioranza del Pd ha comunque trovato i numeri, seppur di misura, per votare il documento. Su 106 votanti, dopo l’abbandono dell’aula dei 47 garozziani, 58 hanno votato sì mentre il vicesegretario Giansiracusa si è astenuto. “Abbiamo preso atto da tempo che Garozzo e la sua giunta non abbiano alcun rapporto con il Partito democratico provinciale – dice Turi Raiti, componente della direzione provinciale – e votato di conseguenza. Il Pd valuterà con spirito critico, positivo, tutti gli atteggiamenti del sindaco partendo dal presupposto che da questo momento agirà in maniera autonoma. Siamo ben consci che la politica sia un fatto dinamico e dunque che, se dovessero esserci ripensamenti da parte di Giancarlo Garozzo,  allora il Pd sarà disponibile a riprendere il dialogo”.
Oggi, dunque, il Pd siracusano risulta così composto: i riformisti (38%), i renziani spaccati in due con l’ala Garozzo e l’altra capeggiata dal suo ex capo di gabinetto Giovanni Cafeo; e poi l’area Dem (con i deputati Marika Cirone Di Marco e Sofia Amoddio).

 

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