Il vescovo di Sassari: “La carità fatela prima ai poveri italiani, dopo pensiamo agli immigrati”

Carità parte dalle persone più vicine a noi e  parlo degli italiani che soffrono e spesso sono in miseria. Non dimentichiamoci di loro, è ingiusto ”. Lo dice l’arcivescovo di Sassari, monsignor Paolo Mario Virgilio Atzei che interviene nel tema immigrazione.*

Eccellenza, recentemente i vescovi Negri e Trasarti hanno dichiarato che talvolta esiste la tendenza a privilegiare i migranti rispetto agli italiani, che cosa ne pensa?

“ Carità e solidarietà vanno esercitate nei confronti di tutti senza guardare alla condizione personale e non possiamo fare classifiche. Tuttavia, in quello che i due vescovi hanno detto esiste verità”.

Perchè?

“ Perchè nel fare carità ci vuole equilibrio e la tentazione magari ideologica  o damagogica di privilegiare i migranti rispetto agli italiani esiste e qualche volta diventa una sorta di moda. Senza dimenticare  i patimenti dei forestieri è giusto prima di tutto occuparsi dei poveri che abbiamo in casa che soffronto fame, miseria e disagio. Nelle nostre diocesi sono molti”.

Che cosa spinge a tanto afflato verso i migranti?

“ Certe volte un sincero spirito di solidarietà, altre una specie di esterofilia che si collega anche a interessi poco chiari. In certi casi si usa  strumentalizzano i barconi o i naufragi  che suscitano emozione a fini politici o persino speculativi, il caso di Mafia Capitale dovrebbe dirci qualche cosa”.

Possiamo fare entrare tutti in Italia?

“ Come le dicevo, la solidarietà è dovere del cristiano, tuttavia non è ragionevole lasciare libero e incontrollato accesso a tutti senza limiti. Bisogna valutare le caretteristiche di chi chiede asilo, perchè potrebbero  nascondersi dei terroristi o malintenzionati. Poco alla volta,  rischiamo di smarrire  la nostra identità cristiana e prima o poi ci mangeranno i maccheroni in testa, mi perdoni la espressione.  Tanto dipende da una Europa che sembra aver smarrito o diluito le sue origini cristiane sotto i colpi del laicismo e del secolarismo. Il cardinale Biffi saggiamente aveva predetto questa situazione e ci aveva ammoniti”.

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Austria e Ungheria si chudono, condivide?

“ E’ una condotta difensiva che dal punto di vista strettamente cristiano non  giudico  bella, ma che posso comprendere e giustificare dal punto di vista della prudenza. Davanti a chi invade ci si cautela. Per quanto riguarda l’ Auatria non concordo con la idea di mandare polizia loro nel nostro territorio, però, lo ribadisco, capisco la sua posizione”.

 

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