La nuova ‘truffa’ dei partiti

I cittadini non lo sanno, ma i partiti usano un trucchetto per intascarsi altri soldi a spese dei contribuenti. Un trucchetto che, spiega il deputato 5 Stelle Manlio Di Stefano, ci costa circa 2 milioni di euro.

I senatori versano volontariamente una determinata somma al proprio partito per ottenere una detrazione che, nel caso illustrato da Di Stefano, costa allo Stato 260 euro ogni 1.000.

Leggiamo sulla pagina Facebook del deputato:*

LA NUOVA “TRUFFA” DEI PARTITI

Quella che vedete è una delle tante dichiarazioni dei redditi di un senatore, in questo caso del PD ma vale per tutti gli altri tranne il M5S, la trovate pubblica sul sito del Senato alla voce situazione patrimoniale della pagina del singolo senatore.

Guardatela bene, notate il versamento volontario di 40.000€ al Partito Democratico?

No, non si tratta di mecenatismo, bensì del nuovo escamotage varato dal Governo per intascare più quattrini potendo persino dire di aver abolito i rimborsi elettorali.

E sì perché, oltre al famoso 2×1000 che chiedono agli italiani, di quei 40.000€ il senatore potrà portarne in detrazione ben 30.000 ricevendo il 26% in detrazione di imposta.

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Ciò significa che lo Stato dovrà versare al senatore ulteriori 260€ ogni 1000€. Così il partito avrà intascato la sua donazione “liberale” dal senatore (senza la quale non potrà ricandidarsi alle prossime elezioni) e il senatore ne recupererà una parte.
Chi paga tutto questo? Ovviamente NOI cittadini.

Quanto ci costa tutto questo? Facendo una media (le donazioni variano) circa 2 milioni di euro all’anno.

Questo meccanismo è utilizzato da tutti gli “Onorevoli” tranne che dai portavoce del M5S visto che, come sapete, abbiamo rinunciato ai rimborsi elettorali, in seguito anche al 2×1000 e non finanziamo il partito bensì restituiamo i nostri soldi ad un fondo statale per la piccola e media impresa.

Questa gentaglia va mandata a casa al più presto, poi riscriveremo le regole del gioco e sarà un enorme piacere.”

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