Frutta e verdura tossica venduta in Italia. Ecco la black list dei prodotti contaminati

Oramai siamo arrivati al punto che non si sa più cosa è bene mangiare e cosa no, tra l’inquinamento, gli allevamenti intensivi ed i pesticidi ci rimane ben poca scelta. Dobbiamo cercare di prestare attenzione anche alla frutta ed alla verdura che vogliamo portare sulle nostre tavole, in quanto sui mercati italiani vengono venduti prodotti che provengono da paesi al di fuori della Comunità Europea e che non prevedono gli stessi nostri standard per quanto riguarda i pesticidi utilizzati nelle coltivazioni.*

Sono diversi gli insetticidi che, dopo accurate ricerche, sono stati proibiti in tutta Europa perché considerati dannosi e pericolosi per la salute delle persone, ma di fatto si continua ad importare da paesi come Africa, Asia e Sud America, dove l’uso di queste sostanze nocive è ancora legale. Non è di certo possibile controllare ogni prodotto che entra nel nostro paese, però esiste un rapporto emesso dalla Coldiretti nel quale vengono indicati molto chiaramente quali sono i prodotti e la loro provenienza, con il valore in percentuale di irregolarità per residui chimici. Black List dei cibi più contaminati Sul podio troviamo al primo posto, con il 92% di presenza di residui chimici, i broccoli provenienti dalla Cina, al secondo posto con il 78% di residui chimici c’è il prezzemolo del Vietnam ed al terzo posto il basilico prodotto in India,  quest’ultimo contiene il 60% di residui chimici tra i quali è stata individuata la presenza di Carbendazim, vietato in Europa perché considerato altamente cancerogeno. A seguire ci sono il melograno dell’Egitto, il peperoncino della Thailandia, la menta del Marocco, meloni e cocomeri dalla Repubblica Dominicana, le fragole dall’Egitto, i piselli dal Kenia e le arance dall’Egitto. Il Marocco, che esporta in Europa prodotti come arance, clementine, fragole, cetrioli, zucchine, aglio, olio di oliva e pomodori da mensa, ha un accordo con l’Unione Europea nel quale gli viene concessa la possibilità di esportare tutti questi tipi di prodotti che, come ben sappiamo, vengono coltivati anche in Italia, con la differenza che nei nostri non sono presenti pesticidi dannosi alla salute.

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Oltre alla vendita al dettaglio dovremmo prestare attenzione anche ai cibi confezionati, nei quali molto spesso vengono impiegate materie prime provenienti dall’estero che vengono coltivate con l’uso di pesticidi, insetticidi ed antiparassitari dei quali è già stata provata la pericolosità.

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