Boldrini shock: “senza i migranti avremo un Paese di anziani e senza pensioni”

Boldrini, con le sue iniziative e dichiarazioni, si è autoproclamata paladina delle minoranze, ma con una spiccata preferenza per i migranti.

L’importanza che dà loro nella nostra società supera i limiti dell’immaginabile. Sicuramente l’integrazione dello straniero può significare arricchimento per ciascuno, ma quanto sta accadendo in Italia va un pò oltre.

Stando a quanto sostenuto rigrazieremo per “il modello d’avanguardia che rappresentano” e lo “stile di vita che finiremo per adottare”, ma per concludere… ringrazieremo per le pensioni.*

“I movimenti verso il nostro continente di persone che cercano qui un’esistenza libera e dignitosa sono un fenomeno strutturale, che richiede perciò di essere gestito in maniera sistematica, ed in coerenza con il diritto internazionale.

Affrontarlo invece con misure estemporanee e senza pianificazione, come accade ancora troppo spesso, non solo ostacola l’inclusione sociale ed economica dei migranti, ma alimenta le reazioni di disagio e di chiusura delle popolazioni locali. Ai sentimenti di diffidenza e di paura si deve rispondere favorendo l’inserimento e l’integrazione dei migranti e creando occasioni di incontro, di scambio e di conoscenza reciproca”.

A quanti oggi vorrebbero costruire muri, bisogna ricordare che non soltanto questo vìola principi e valori iscritti nella nostra Costituzione e nei Trattati europei, ma che la presenza dei migranti che lavorano e pagano le tasse è nell’interesse demografico ed economico del nostro Paese.

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Infatti, secondo le più autorevoli ricerche internazionali, senza i migranti tra qualche decennio i Paesi europei saranno abitati da anziani per i quali nessuno potrà garantire una pensione. Così come le donne migranti che sono nelle nostre case prendono il posto di un welfare troppo fragile e consentono alle donne italiane di lavorare fuori di casa e mandare avanti la famiglia.

Al tempo stesso, è indispensabile che l’Unione europea non chiuda gli occhi sulle cause – guerre, persecuzioni, povertà – che producono i flussi migratori. Anche sotto questo profilo l’Europa è chiamata ad un maggiore protagonismo nelle aree di crisi”.

Fonte: Il Giornale

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