Un giudice dice no ai musulmani: questo da noi non potete farlo. La svolta.

Il ripudio islamico non può essere riconosciuto in nessun Paese dell’Unione europea.

L’avvocato generale della Corte di Giustizia dell’Ue si è espresso circa il ricorso presentato da una donna contro il riconoscimento in Germania di un divorzio dichiarato in Siria.

Il ripudio cui si fa riferimento è il divorzio chiesto solo dal marito e pronunciato in un tribunale musulmano. Il motivo per cui ciò è stato negato in Occidente è legato alla Carta di Nizza.

Ebbene si, il principio di non discriminazione prevale sul resto.*

In Siria il marito ha chiesto ed ottenuto un divorzio dal tribunale religioso, mentre la moglie ha sottoscritto una dichiarazione in cui “riconosce di aver ricevuto tutte le prestazioni discendenti dal contratto matrimoniale e a causa del divorzio“, secondo quanto previsto dalla Sharia,“liberando pertanto il marito da ogni obbligo nei suoi confronti”.

L’uomo, anche in Germania, ha chiesto ed ottenuto il riconoscimento del divorzio, fino a quando, però, la donna non ha fatto ricorso. A quel punto, in onore della mancata autorità giurisdizionale del tribunale religioso per la Germania, è stato accolto.

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Un ripudio non accettato in silenzio, quello della donna, che rappresenta ancora un episodio singolo rispetto alla moltitudine di donne vittime dei matrimoni a discrezione dell’uomo, proprio come ha ricordato l’ex deputata del Pdl, Souad Sbai, Presidente dell’Associazione della comunità marocchina delle donne in Italia.

Presto sarà presentato un esposto in Procura proprio su quest’argomento.

Fonte: Libero

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