Socci lancia l’allarme! Ecco le armi di immigrazione di massa, così agiscono in Italia le dittature…

Il Giornalista Antonio Socci lancia il suo allarme.
Ecco come, secondo lui, anche le dittatura agiscono in Italia.

In un articolo riportato anche da Libero Quotidiano, Socci dimostra che le dittature hanno un peso anche in Italia e su come i migranti siano diventati armi di massa.

Su Libero leggiamo le sue parole:*

Il regime comunista cinese ha fatto terra bruciata attorno al Dalai Lama. La Cina non si contenta di aver invaso e annesso il Tibet, di perseguitare il popolo tibetano (ha sterminato migliaia di persone) e di aver costretto all’esilio il leader buddhista.

Grazie alla pressione diplomatica e al condizionamento economico che Pechino esercita, i governi e le istituzioni internazionali hanno sostanzialmente isolato il Dalai Lama.

E quando capita che egli venga (ancora per quanto?) ricevuto o invitato a qualche evento in Italia scattano delle manifestazioni contrarie anche da parte dei gruppi cinesi stanziati qua da noi. Sembra incredibile, ma i cinesi «d’Italia» protestano contro il Dalai Lama.

Secondo Socci questo è solo uno degli esempi dell’influenza politica che ormai alcune fasce di migranti hanno in Italia e in Europa.

Poi continua:
Questo caso oltre a sollevare fortissimi dubbi sul grado di integrazione dei cinesi in Italia, ripropone una questione scottante sull’emigrazione (in generale) che è stata sollevata da Kelly M. Greenhill, docente di relazioni internazionali alla Tufts University e ricercatrice ad Harvard, nel libro «Armi di migrazione di massa» (LEG edizioni).

Richiamandosi a varie ricerche, la Greenhill afferma che «gli Stati di origine esercitano sui loro emigranti un controllo molto maggiore di quanto si pensasse in precedenza e possono usarli come una “risorsa nazionale da gestire al pari di qualunque altra”.

In effetti la presenza sempre più massiccia di comunità straniere nei Paesi europei e nelle nostre città, non solo è destinata ad avere – in modo diretto – dirompenti conseguenze elettorali e politiche (dagli effetti imprevedibili), ma – stando a quanto scrivono questi studiosi – proporrà anche il dilemma del loro rapporto con i Paesi d’origine, coi loro regimi, e quindi aprirà serie questioni circa il condizionamento straniero e la nostra piena indipendenza e sovranità. È già un tema d’attualità in certi Paesi europei in cui la popolazione immigrata è più numerosa che in Italia.

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Secondo Socci, quindi, la presenza di migranti in altri paesi potrebbe favorire i loro paesi di origine ad usarli come una sorta di “arma” proprio nel posto laddove si trovano.

Socci poi conclude avvisando:
L’autrice ha individuato fra il 1951 e il 2006 almeno 56 casi «in cui i movimenti organizzati di popolazione sono stati usati per raggiungere un obiettivo politico» (Sergio Romano). La studiosa fa notare che «oltre la metà di tali tentativi è riuscita a raggiungere almeno alcuni dei suoi obiettivi. Si tratta di una percentuale di successo considerevole».

Il sommovimento di popolazioni che si sta verificando nei paesi europei in questi anni, grazie a classi dirigenti cieche e superficiali, sarà dirompente nel prossimo futuro. E darà un ulteriore colpo alla nostra già compromessa sovranità nazionale e ai nostri interessi nazionali.

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