Bersani: “Ictus terribile, ma la vera sofferenza è stata la fiducia a Matteo Renzi”

La sofferenza vera è cominciata dopo l’ictus, quando sono uscito dall’ospedale e come prima cosa ho dato la fiducia a Renzi: un narciso che pecca in umiltà. L’ultima volta che l’ho visto è stata la sera prima dell’elezione di Mattarella al Quirinale. Da allora, mai più sentito. Ma il mio telefono è sempre acceso”.

E’ il durissimo commento di Pier Luigi Bersani contro Matteo Renzi, che ha deciso di raccontarsi senza filtri nell’intervista pubblicata sul numero di Vanity Fair in edicola dal 20 settembre.

Pier Luigi Bersani inizia il suo racconto dai giorni che seguirono le elezioni politiche del 2013, in cui fallì il tentativo di formare un governo: la diretta streaming con il Movimento 5 stelle per la ricerca di un’intesa: “ho raggiunto qualcuno dei 5 Stelle. Gli ho detto: “Voi che guardate tanto la Rete, andate su Wikipedia e cercate il significato della parola Diciannovismo”. E’ l’insieme dei fenomeni che hanno preceduto la nascita del fascismo”. Non sorprende, dunque, che definisca il candidato premier in pectore Luigi Di Maio come «un giovane vecchio».*

Bersani parla poi dell’affossamento di Prodi al Quirinale da parte dei 101 franchi tiratori: “Erano un po’ meno di 80. Un giorno magari dedicherò loro un libro. Metà volevano fare fuori Prodi, l’altra metà me”.

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Qualche mese dopo, la malattia: “Quando sono stato portato al reparto di neurochirurgia di Parma pensavo di non farcela. Sono arrivato sulla soglia della morte. E una volta lì ho capito che non è un momento così difficile. Da allora non fumo più il sigaro. Una volta, a 18 anni, provai anche una canna. Feci un tiro, ma aveva un sapore troppo dolciastro. Tornai alle mie nazionali senza filtro”.

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