Alfano accusa gli italiani: “Non mi votano perché ho salvato i migranti”

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E’ il momento dei bilanci (falimentari) e dell’orgoglio (tardivo), per Angelino Alfano, dopo il disastroso risultato elettorale nella sua Sicilia, conseguente alla decisione di restare alleato del centrosinistra di Renzi. Il leader di Ap ce l’ha con tutti, ma soprattutto con la stampa, che a suo dire lo tratterebbe male fin da quando decise di fare da stampella al governo Renzi: “Ricordo il il cinismo della stampa italiana per come trattò Maurizio Lupi poi costretto a dimettersi per una vicenda di cui poi tutti hanno riso e perché, incantata dal renzismo, ha trovato buon gioco nel darci calci negli stinchi, per non dire altrove, sapendo che il Pd non si sarebbe indignato è che a Berlusconi si faceva un favore”.*

Alfano solo contro tutti

Il leader Ap si è tolto qualche sassolino dalla scarpa nel corso del suo intervento alla conferenza programmatica del partito, sottolineando di aver contribuito alla ripresa del Paese “senza avere gruppi editoriali alle spalle ma avendo spesso contro i giornalisti che non hanno riconosciuto il coraggio che abbiamo avuto nel cambiare la politica nazionale”. E le accuse di aver tradito il centrodestra e il suo padre politico Berlusconi?

Alfano, dal dell’hotel Marriot di Roma, ha ricordato che “è stato Berlusconi a mettersi d’accordo con Bersani per far nascere i governi  Monti e Letta. E noi siamo rimasti lì, dove lui aveva lasciato, salvo poi fare il patto del Nazareno con Renzi. Quindi, non accettiamo lezioni da nessuno”. Neanche  dagli italiani, che non lo votano più da tempo, ma ai quali Alfano riserva una considerazione velenosa, tacciandoli, di fatto, di insensibilità e di cinismo: “Ci sono bivii tragici nell’esperienza politica: fare la cosa giusta e perdere consensi o fare la cosa sbagliata per un guadagno elettorale. Di fronte al rischio di lasciar morire mezzo milione di persone -ha aggiunto- nel Mediterraneo, io ho deciso di salvare le vite umane. Non so se è stata  una causa del calo di consensi. Mi son domandato, lo rifarei? In coscienza, lo rifarei. E così l’Italia ha salvato mezzo milione di persone ed è riuscita ad essere insieme un Paese solidale e sicuro”.

Il futuro di Alfano è un’ipotesi

E adesso, che non lo vuole nessuno? Alfano annuncia che i popolari andranno da soli: “Partiamo da noi stessi, dall’essere contro l’oppressione fiscale, il giustizialismo, il populismo e siamo per la famiglia, l’Europa, il ceto medio: siamo pronti ad andare da soli e siamo pronti ad ogni confronto sulla base delle nostre idee edei nostri programmi”. Soli, forse senza neanche gli elettori.

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