Ogni famiglia italiana dovrà PAGARE 145.000 €: la decisione dell’UE approvata dai politici italiani di destra, sinistra e centro.

Il debito pubblico italiano ha toccato nuove vette in termini assoluti, raggiungendo la cifra record di 2.168.400.000.000 €, cresciuto di ben 99.000.000.000 da inizio anno. Ogni cittadino italiano ha sul groppone la bellezza di 36.225 euro, neonati compresi.

Per fare un esempio, una famiglia italiana composta da genitori e due figli ha un debito di 144.900 euro in contanti che è niente di più della fetta che gli spetta del debito pubblico dello stato. Così gli italiani capiscono – forse – di che entità sarà la patrimoniale che presto verrà imposta “dall’Europa”, oh cara, buonista coll’africano ma nazista con l’italiano, vittima spolpabile e spolpata.

Interessante notare che, a dispetto di quanto raccontino i mezzi d’informazione di regime, è calata la spesa delle regioni, mentre è aumentata quella dello stato centrale.

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Qualcuno, invasato dalla retorica neoliberista, dirà che è tutta colpa dello stato che spende troppo, che spreca risorse e che bisogna tagliare, tagliare tutto, pensioni (quelle degli altri), sanità (sempre quella degli altri) e stipendi (ovviamente non il suo, perché lui è un virtuoso neoliberista) e aumentare le tasse perché hanno vissuto (sempre gli altri, perché il neoliberista medio è convinto di essere un austero virtuoso) sopra le proprie capacità e quindi bisogna espiare le proprie colpe. Peccato che il debito pubblico sia esploso proprio grazie a queste “cure” messe in atto a partire dal governo Monti in poi e che lo stato spenda meno di quanto incassi, come farebbe un qualsiasi buon padre di famiglia.

famiglia.

Il problema è che spendiamo troppo per gli interessi sul debito pubblico e sapete perché? Perché nel 1980, due sicari, tali Ciampi ed Andreatta, decisero, in nome del “libero mercato”, che la banca centrale italiana non avrebbe più potuto acquistare titoli di stato italiani, lasciando che il “mercato”, ovvero le grandi banche speculatrici, potessero fissare il prezzo del debito pubblico. Una “genialata” che ha consegnato il destino di noi italiani nelle mani della grande speculazione internazionale, Soros in primis.

Qualcuno dirà che se la banca centrale continua ad acquistare titoli di debito pubblico, l’inflazione finirà per esplodere e tutti ci ritroveremo con un pugno di mosche in mano.

Di grazia, quanto è l’inflazione media della zona euro a fronte di 60.000.000.000 di euro generati con un click di tastiera ogni mese dal governatore della BCE? Secondo la vulgata “neolibberista”, dovrebbe essere a due cifre, mentre in realtà è all’1,3% (dato di luglio), mentre in Giappone, nazione in cui la banca centrale continua ad acquistare titoli di debito pubblico a mani basse ed il rapporto debito/PIL è al 236%, la gente dovrebbe andare a fare la spesa con la carriola di banconote ed invece l’inflazione è inchiodata allo 0,3%! In compenso il Giappone ha un terzo dei disoccupati italiani.

Il  motivo è semplice: chi rinuncia alla sovranità monetaria è destinato a morire in nome del “libero mercato”, che in realtà si chiama speculazione. Chi investe il proprio denaro vuole un tornaconto, ovvero guadagnare più che può, ergo chiederà allo stato un tasso d’interesse alto, altrimenti non investirà nei suoi titoli. Viceversa, la banca centrale, non avendo necessità di remunerazione, potrà acquistare titoli a tasso zero, in cambio di base monetaria, che lo stato utilizzerà per spesa pubblica e quindi sostenere l’economia e l’occupazione. Una banca centrale pubblica, poi, significa che lo stato si indebita con sé stesso, ovvero è una partita di giro, tanto che sia il governatore della banca centrale d’Inghilterra che il suo omologo giapponese, hanno candidamente ammesso che il debito pubblico posseduto dagli istituti di credito centrali può essere cancellato con un semplice comando di tastiera.

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Noi italiani siamo di fronte ad un bivio: continuare a piegarci alle teorie neoliberiste, che abbiamo visto essere fallimentari quando non fraudolente, oppure seguire l’esempio nipponico, uscendo dall’euro e dalla ue. A proposito, lo sapete che l’unione europea è nata nel 1993, con buona pace della becera propaganda che millanta settant’anni di pace grazie a questa istituzione farlocca? Ecco, un motivo in più per smettere di seguire questo carrozzone e la sua moneta unica: chi bara anche sulla sua data di nascita, pensate che non vi racconti balle su aspetti ben più importanti?

Un ultimo appunto: lo sapete che nel 1980 il tasso medio di inflazione in Italia fu del 21,06% mentre il rendimento dei bot raggiunse un valore massimo del 16,550%, ovvero lo stato si indebitava a tassi negativi? E per vedere un simile risultato abbiamo dovuto attendere il quantitative easing di Draghi, ovvero né più né meno di un’operazione di acquisto di titoli da stato da parte della banca centrale come si poteva fare prima della scellerata mossa del duo ciampi-andreatta.

E in questa situazione catastrofica, che fa il governo pidiota? Spende quasi 5 miliardi l’anno per mantenere a sbafo quasi 200.000 africani che vanno invece rispediti in Africa e tra i quali si annidano mostri islamici capaci di stragi orrende in nome della loro religione di morte. Quando arriverà la patrimoniale, sappiate che una sostanziosa fetta dei soldi che vi rapineranno se la pappano loro, le “risorse”.

La verità è che l’Italia è una nazione infetta con la febbre alta. O la curiamo noi italiani o presto morirà.

fonte : http://www.italia24h.eu

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