Parla l’ex capo di Unicredit, la confessione-terremoto: “Banche, tutta la verità. Che cosa fanno, cosa ha visto”

Federico Ghizzoni è un signore piacentino. Per anni ha guidato Unicredit, la banca italiana più europea che ci sia, dato che è leader anche in Germania, Austria ed Est Europa. Insomma, non parliamo dell’ ultimo manager che passa per la strada. Bensì di un uomo che le ha provate tutte per traghettare l’ istituto di piazza Gae Aulenti fuori dalla crisi, dopo l’ era Profumo. Ebbene, Ghizzoni, nell’ ultimo libro dell’ ex direttore del Sole24Ore, Roberto Napoletano, Il Cigno nero e il Cavaliere bianco ammette una cosa che, ahinoi, conosciamo bene: «Nelle banche ci sono ladri». E a chi rubano questi «ladri»? A noi. Poveri risparmiatori, non abbiamo nessuno che ci difenda. Magistratura compresa. L’ ex numero uno di Unicredit, nel libro, ripercorre i fatti del 2011, quelli dello spread sopra i 500 punti, quelli della caduta di Berlusconi in nome dell’ austerity imposta da Napolitano, Merkel e Mario Monti.*

Quelli della grande crisi bancaria. E la rivelazione di Ghizzoni è a dir poco sconcertante: le banche si sono salvate a spese nostre. Vi ricordate il titolo «Fate presto«? Ecco, ai manager bancari non bastavano le iniezioni di liquidità partite dalla Bce. No, per continuare a stare in piedi dovevano fregare noi. Ecco il passaggio: «Non voglio giustificare nessuno, tanto meno i ladri che ci sono e vanno puniti in modo esemplare.

Ma se le banche italiane hanno cominciato a vendere le obbligazioni in casa ai clienti, in modo anomalo, lo hanno fatto per necessità; bisogna prendere atto che ci fu nel novembre del 2011 un problema drammatico di proporzioni mai viste in termini di liquidità e che quel problema si è trascinato anche dopo, perché ha inciso sulla fiducia. Voglio essere ancora più chiaro: questa prassi è deprecabile, e la condanno, ma c’ è chi lo ha fatto perché non aveva alternative e riteneva di poter ripagare.

Alla fine, l’ unico modo per fare provvista di lungo termine per questi è stato quello di utilizzare il canale retail. Se no nessuno ti dà niente». Per chi non conoscesse il significato, “retail” vuol dire clientela, correntisti, risparmiatori, gente comune. In una parola: parco buoi.

Ed ecco che le parole di Ghizzoni si intrecciano col nuovo caso che sta infiammando il dibattito politico: Pier Luigi Boschi è indagato per falso. Secondo la procura di Arezzo il padre della sottosegretaria alla presidenza del Consiglio, insieme a una ventina di ex amministratori di Banca Etruria, avrebbe fornito informazioni incomplete ai clienti che hanno comprato obbligazioni subordinate. I risparmiatori si sarebbero fidati delle promesse dei direttori di filiali sulla bontà dell’ investimento, investimento che invece buono non era dato che l’ istituto aretino navigava già in cattiva acque, come sosteneva Bankitalia.
Quelle obbligazioni subordinate sono diventate carta straccia nel novembre 2015, quando per decreto Etruria e altre tre piccole banche sono state azzerate. Il primo esempio di applicazione di bail-in in Italia: se l’ istituto fallisce pagano azionisti e obbligazionisti subordinati. Il panico che ne seguì spinse i correntisti a portar via i soldi dalle altre banche chiacchierate, ovvero Mps, Popolare Vicenza e Veneto Banca. Sappiamo tutti come sono finiti questi tre istituti. E conosciamo anche la cifra finale del falò bancario: 70 miliardi di perdite per il sistema Italia, ripartite fra banche sane (10 miliardi), Stato (20 miliardi), risparmiatori (i rimanenti 40). In realtà il conto è tutto degli italiani, perchè anche gli istituti sani si stanno ripagando l’ esborso grazie ai rincari applicati su conti correnti, bancomat o bonifici. E i «ladri» di cui parla Ghizzoni non pagano mai? Macchè, quelli fanno festa.

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I giudici hanno difficoltà nel condannarli. I pm indagano – come quello di Arezzo tanto contestato da M5S, Lega e Fi per aver glissato sul nuovo filone d’ inchiesta a carico di Boschi – ma i tempi della giustizia sono dalla parte dei «ladri», i quali con i soldi messi da parte possono mantenere avvocati in grado di tirarla in lungo e arrivare alla prescrizione.
Ci vorrebbero leggi diverse, ma se i politici pensano soltanto a incolparsi e querelarsi, possiamo stare sereni… Il furto dei nostri risparmi continuerà indisturbato.

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