Genova, cacciato il PD tornano i crocifissi in tutti gli uffici pubblici. Sindaco: “Esprime la nostra cultura”

La nuova giunta di centro-destra di Genova combatte una battaglia contro la follia laicista della sinistra che cancella i simboli della tradizione della cultura cristiana italiana. Dopo la cacciata del PD di edifici pubblici genovesi tornano i crocifisso. Sindaco: “Il crocifisso esprime le nostre origini, le nostre tradizioni, il nostro patrimonio storico e un punto fondamentale della nostra cultura”.

Una battaglia contro il laicismo radicale combattuta nel nome del crocifisso : è questa la vittoria del centrodestra a Genova, che a partire dalle ultime elezioni amministrative ha cambiato bandiera e con una svolta storica è passato dal centrosinistra ad una coalizione formata da Fi, Fdi e Lega.*

 La maggioranza in consiglio comunale, racconta il Secolo XIX, ha deliberato che dalla prossima seduta nella Sala Rossa di Palazzo Tursi, dove si riunisce l’assemblea, verrà esposto il simbolo sacro. Il crocifisso dovrà essere presente anche negli uffici comunali, ma l’amministrazione del capoluogo ligure si rivolge anche alle scuole per invitare tutti gli istituti genovesi a valutare l’opportunità di esporlo anche nelle aule e negli uffici scolastici.

La proposta di Lega, Fratelli d’Italia e Lista Bucci ha incassato i voti favorevoli della maggioranza, mentre Pd, M5s e altre liste civiche si sono astenuti.Anche gli esponenti dem di area cattolica hanno preferito abbandonare l’aula: il centrosinistra ha parlato di scelta strumentale.

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Grande soddisfazione, invece, è stata espressa dai partiti del centrodestra: ” Siamo molto soddisfatti perché il crocifisso esprime le nostre origini, le nostre tradizioni, il nostro patrimonio storico e un punto fondamentale della nostra cultura”, esulta la capogruppo della Lega a Palazzo Tursi Lorella Fontana, ricordando come “il laicismo radicale induce all’abolizione dei festeggiamenti di Natale e Pasqua, fino a vietare il presepe per non turbare i non cristiani”. Polemici, invece, gli esponenti democratici, che hanno rifiutato di sottoscrivere un documento che affronta materie che a loro dire “sono già regolamentate a livello nazionale”.

Nel 2016 anche Regione Liguria aveva votato per esporre il simbolo sacro in consiglio, mentre appena pochi giorni fa Regione Veneto ha deliberato lo stanziamento di fondi ad hocper collocare un presepe in ogni scuola.

Con fonte Il Giornale

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