Roberta, 53 anni, operaia; le arriva la busta dell’inps: “un colpo al cuore” ​

A volte basta una busta arancione per guastare la giornata. Ma non una busta qualunque, bensì quella dell’Inps che dice quando si andrà in pensione e quanto si prenderà. A raccontarlo è Il Corriere della Sera.*

La malcapitata a cui è toccata la “sorpresa” è Roberta Ciofi, un operaio di terzo livello dellaBalducci di Montecatini, fabbrica di scarpe per bambini, quella delle mitiche correttive. Anzi, forse sarebbe meglio usare il passato; sì perché la fabbrica ha i giorni contati: travolta dalla crisi, presto chiuderà. Ma torniamo a Roberta. La 53enne, in cassa integrazione da marzo, andrà in pensione solo nel 2010, ma sa già cosa aspettarsi.

“Qui dice che io posso andare in pensione nel 2020 con 1.198 euro lordi al mese. Netti sono meno di mille. Oppure posso arrivare a 2.197 euro, sempre lordi, ma devo resistere fino al 2031. Ma quanto vogliono che lavori questi qui? Io ho cominciato che avevo 14 anni e mezzo. Senza contare che la fabbrica chiude e, anche volendo, chi mi si prende?“, racconta la signora Ciofi. In previsione della magra pensione, quanto meno è possibile prepararsi per tempo, e così Roberta e famiglia si stanno già portando avanti con le spese: “Mio marito si è deciso a vendere la macchina. Altrimenti non ce la si fa. E già avevamo tagliato il riscaldamento a casa, passando al pellet per risparmiare un po’. Poi dici che l’economia non gira“.

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Di fronte ad un futuro incerto e meno roseo del previsto, anche le scelte politiche cambiano segno: se un tempo Roberta era una convinta elettrice disinistra, adesso ha cambiato bandiera politica: “Ecco, io ho sempre votato a sinistra. Ma mi sa che stavolta cambio rotta“; “Hanno tanto parlato di pensioni d’oro ma poi non hanno fatto nulla. E il risultato eccolo qua. Lavori 40 anni, stai lì a cucire le tomaie tutti i giorni che ti fanno male le mani. E poi vai via con una cifra scandalosa, una cifra che non ci campi. E allora sa che cosa faccio?“, ha poi aggiunto.

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