Ivrea, insegnante non fa lezione e porta gli studenti al comizio di Renzi: è bufera al Liceo Scientifico

La polemica è rimasta a ribollire per cinque giorni. Poi, il caso, è esploso prima sui social e adesso rischia di diventare materia per duri scontri a livello istituzionale. A scatenare la querelle è stata la presenza di una scolaresca del liceo scientifico «Gramsci», a Ivrea, al comizio del leader del Pd, Matteo Renzi.

di Giampiero Maggio per La Stampa

LA SCUOLA NON SAPEVA  

Facciamo un passo indietro. Lunedì scorso la tappa dell’ex capo del governo impegnato nel suo tour in treno «Destinazione Italia» ha riguardato l’ex città dell’Olivetti. Renzi, arrivato con oltre un’ora e mezza di ritardo, ha fatto il suo ingresso nel vecchio salone dei 2000, uno dei maggiori simboli della città, per essere stata l’aula magna usata da Camillo Olivetti prima e da Adriano poi durante le assemblee di fabbrica e i confronti con i lavoratori. Tra abbracci, selfie, sorrisi, pacche sulle spalle, ad accogliere il segretario del Pd c’erano 200 persone, compresi alcuni sindaci con fascia tricolore (che poi hanno tolto non trattandosi di un incontro istituzionale). Tra gli astanti, accomodati sulla balconata, c’erano anche una ventina di ragazzi della quarta scientifico. Il fatto, in un primo momento, è passato inosservato. Poi la questione è approdata sui social. Apriti cielo. La domanda più gettonata: «Ma la scuola sapeva di mandare dei ragazzi a un incontro con un segretario di partito? Non si trattava mica di un’assemblea istituzionale». La risposta è tranchant: no, la scuola non ne sapeva nulla. E’ la stessa dirigente scolastica, Daniela Vaio a prendere ora le distanze: «Eravamo ignari di tutto, è stata un’iniziativa personale di un’insegnante. Stiamo indagando, faremo le dovute valutazioni, nel caso prenderemo provvedimenti disciplinari». Stop.

IL CASO POLITICO  

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E adesso? Molti, sul fronte opposto, si domandano che cosa sarebbe accaduto se una scolaresca fosse stata presente ad un incontro di partito con il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini o di Forza Italia, Silvio Berlusconi. In assenza di una controprova, Tommaso Gilardini, consigliere della lista civica «Coscienza civica eporediese» ma legato a Fi, la butta lì: «Saremmo finiti su tutti i giornali». Poi spiega il suo pensiero: «Abbiamo il sospetto che sia stato il partito democratico a portarsi la claque studentesca». E il leader cittadino di Forza Italia, Diego Borla va giù ancora più duro: «Il problema è politico. E’ sconcertante che in un evento non istituzionale ma ad un comizio di partito si porti un’intera scolaresca».

http://dai.ly/x5ydwjq

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