“LE VACCHE GRASSE SONO FINITE E PER L’ITALIA SARANNO GUAI”: IMPOSSIBILE TORNARE AL BENESSERE SENZA SACRIFICI

Ormai siamo in campagna elettorale e non meraviglia che tutti i partiti promettano sconti fiscali (a partire dall’abolizione del bollo auto…), anche molto consistenti. Lasciano immaginare come imminente un’epoca di benessere straordinario. Ma dicono bugie.

La verità è che la stagione delle vacche grasse, procurata da Draghi con la politica espansiva della Bce (il famoso Qe) ormai ha i giorni contati: si va avanti fino a fine anno, poi si riduce e infine si chiude. Già nel corso del 2018 il sostegno di Draghi diventerà irrilevante.

Nel 2019, poi, lo stesso Draghi lascia la presidenza della Bce, secondo gli accordi. Verrà sostituito con Jens Weidmann, un superfalco tedesco.*

E da quel momento la politica espansiva e i bassi tassi di interesse saranno solo un ricordo.

Inoltre, Angela Merkel sarà stata rieletta cancelliere per la quarta volta e non avrà più la necessità di mostrare una faccia morbida per evitare conflitti.

Sarà gentile, ma anche severa e ferma: chi non ha completato i compiti a casa, dovrà finirli. E l’Italia è la prima di questa lista.

Abbiamo un debito enorme e una lunghissima lista di riforme non fatte. In sostanza, l’Italia potrà godere di una certa comprensione (non grandissima) solo a fronte di riforme realizzate.

Quindi non c’è in arrivo alcuna stagione di abbondanza e felicità gratis. Ci sarà, imposta dall’Unione, una navigazione sotto costa, molto stretta e molto sorvegliata. Non austerità feroce, ma nemmeno un’alluvione di denari e di tasse che se ne vanno.

Andare a Bruxelles a fare la voce grossa non servirà. Se l’idea che circola fra i politici è quella di usare soldi presi a debito per abbassare le imposte senza fare le riforme, sbagliano.Se droghiamo l’economia italiana con un po’ di soldi presi a debito, all’inizio avrà un sussulto di vitalità, ma poi, cessata la droga, si torna a un’esistenza piatta e un po’ stentata. E ci resteranno i debiti da pagare.

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E’ in arrivo, per essere sintetici, una stagione di vacche magre. Perché le cose migliorino servono riforme (sanità, regioni, lavoro concorrenza, ecc.). Se non si migliora la macchina Italia, non si va nel benessere.

E migliorare la macchina Italia significa che tante posizioni di rendita e di privilegio andranno tagliate. Qualcuno dovrà soffrire.

L’idea suggerita da molti politici che esista una scorciatoia senza sacrifici per tornare nel benessere è falsa. D’altra parte, qualche anno fa c’era stato uno che aveva promesso mare e monti gratis per tutti.

Poi, come sappiamo, sono arrivati Mario Monti e la signora Elsa Fornero, e il mondo è ridiventato bruscamente reale.

Oggi, la situazione è un po’ meglio, ma non tantissimo. La scorciatoia non esisteva allora, e non esiste oggi. E la stagione delle vacche grasse volge al termine, chiunque vinca le elezioni

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