Maxi multa di 5.000 euro per milioni di italiani: “pagando il canone Rai in bolletta hanno ammesso di aver evaso negli anni passati”

Grazie al nuovo meccanismo gli italiani che versano l’imposta passano da 16,5 a 22,2 milioni, con una crescita del 34%. Record in Campania, dove quasi uno su due evadeva, e a Bolzano, dove già pagavano tutti.

In Campania uno su due, ma anche in Piemonte e Lombardia uno su tre non pagava. Finché non è arrivato Matteo Renzi con il suo “pagare tutti, pagare meno”. Sembrava un salto nel vuoto, la riduzione del canone da 113,5 a 100 euro, così come c’erano dubbi sull’esazione dell’imposta attraverso la bolletta elettrica. A conti fatti, però, è stato un successo: secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate col nuovo sistema sono saltati fuori 5,6 milioni di evasori e un maggior gettito di oltre 500 milioni.

Non avete mai pagato il canone Rai? Attenti! Il pagamento in bolletta potrebbe essere uguale ad una ammissione di colpa per evasione con relativa multa da pagare.*

Insomma il pagamento della fattura elettrica “maggiorata” verrà considerato come una sorta di tacita ammissione del possesso del televisore anche per gli anni precedenti e la Rai potrà richiedere il pagamento di tutti gli arretrati del canone (salva ovviamente la prescrizione per ciò che è scaduto da oltre 10 anni), a cui si aggiungerà anche la sanzione per l’omesso versamento, che è pari a cinque volte il canone stesso. La somma verrà calcolata in questo modo 100 euro all’anno per 10 anni, il tutto moltiplicato per 5 che sarebbe la penale: circa 5000 euro da pagare tutti in una volta.

In pratica, il “ragionamento” del fisco potrebbe essere il seguente: – un contribuente non ha mai pagato il Canone Rai; – diviene operativo il canone in bolletta ed il contribuente inizia a pagare senza sollevare eccezioni (non ha la tv, ha suggellato il televisore, il canone è a nome di un altro familiare, ecc.); – di conseguenza, il fisco presume che il contribuente abbia sempre avuto la tv e, quindi, l’obbligo del pagamento del canone Rai, anche negli anni precedenti, e procederà ad un accertamento nei suoi confronti; – a questo punto, il soggetto in questione avrà due strade:

o dimostrare, con fattura, ricevuta o scontrino alla mano, di possedere la tv soltanto dal 2016;
oppure pagare arretrati, sanzioni e interessi.
Senza nessun condono tombale o agevolazione, com’è stato più volte ribadito in questi ultimi giorni. Peraltro, dimostrare di possedere un apparecchio televisivo soltanto dal 2016 potrebbe non bastare, poiché lo stesso contribuente potrebbe benissimo essere stato in possesso di altri apparecchi precedentemente acquistati. Il cittadino, difatti, può dimostrare con certezza di essere stato esonerato dal Canone Rai negli anni passati solo qualora abbia eseguito la procedura di suggello del televisore, oppure qualora abbia inviato una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà relativa al mancato possesso di apparecchi atti a ricevere il segnale televisivo.

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La dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, peraltro, non è mai stata obbligatoria, ben potendo il cittadino difendersi dalle periodiche lettere di richiesta del pagamento del canone rispondendo con una semplice raccomandata. A differenza di una normale comunicazione, difatti, la dichiarazione sostitutiva mendace è sanzionabile penalmente, dunque non va fatta a “cuor leggero”.

Attenzione: il pagamento potrà essere richiesto per quelle annualità non oltre 10 anni prima; è questa infatti la prescrizione per il canone Rai confermata dalla Cassazione. Insomma, a partire dall’anno che viene potranno essere richiesti solo i canoni a partire dal 2006 (per un totale di 10 annualità che, comunque, non sono poca cosa se si considerano anche le sanzioni pari a 5 volte il canone stesso).

In conclusione, se il cittadino non ha mai pagato il Canone, non essendo possibile rilasciare una dichiarazione sostitutiva per il passato (relativa, cioè, al mancato possesso di televisori negli anni precedenti), in quanto non dimostrabile , iniziando a pagare nel 2016 senza alcuna opposizione risulterà pienamente sanzionabile, a meno che non appaiano ulteriori disposizioni nell’ultima stesura della norma. L’effetto delle sanzioni per gli anni passati, difatti, potrebbe essere paradossale e spingere i contribuenti in massa ad autodichiarare di non possedere la tv, vanificando le nuove misure. È ancora presto per stabilire come si evolverà la situazione: certo è difficile prevedere dei controlli dei funzionari Rai casa per casa, mentre è facile ipotizzare controlli incrociati con le banche dati degli abbonati alle pay tv. Quel che è chiaro, è che le occasioni di elusione ed evasione si stanno progressivamente riducendo in tutti i campi, canone tv compreso: se certamente è giusto che paghino tutti, ci si augura che, in questo modo, tutti paghino meno, e soprattutto che i soldi siano convertiti in servizi utili ai cittadini, e non nei soliti sprechi.

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